Polignano a Mare, la Via Traiana e i dintorni di Polignano

Polignano a Mare, la “Sorrento di Puglia”. Con le sue case bianche che si alzano dalla falesia per specchiarsi nel mare Adriatico, le sue coste dentellate e le sue grotte, non starebbe là dove si trova oggi se un falchetto non avesse scelto di fermarsi proprio su quello scoglio. Ce lo dice la leggenda, secondo cui la flotta di Gaio Mario fu sorpresa da una tempesta mentre veleggiava in soccorso di Catulo. Il console romano liberò allora il suo falchetto: dove si fosse posato, lì lui e i suoi uomini avrebbero preso riparo e fondato una nuova città. Il falchetto atterrò sul dirupo di Polignano a Mare. E lì, da più di venti secoli, sta ancora, impresso e ricordato per sempre nello stemma della città di Polignano a Mare.

Se la leggenda aleggia accarezzando il mito, la storia tiene i piedi per terra e attribuisce la paternità della fondazione a Dionisio il Giovane, nel IV secolo a.C., che su questo sperone di roccia istituì un presidio per garantirsi la sicurezza delle rotte commerciali e militari in Adriatico. In realtà l’origine di Polignano a Mare potrebbe essere ancora più antica, visto che in tutta l’area del sud est barese sono state trovate tracce di vita organizzata risalenti al Neolitico: la vicinanza ai corsi d’acqua ed il clima mite incoraggiarono fin da allora gli insediamenti umani.

L’apertura della Via Traiana fra il 108 e il 110 d.C. diede un impulso decisivo all’economia della città di Polignano perché il nuovo collegamento fra Tirreno e Adriatico favoriva l’incremento degli scambi commerciali fra le due sponde. La Via Traiana fu voluta dall'imperatore Traiano, che la costruì seguendo un vecchio tracciato di età repubblicana. Fu progettata come una variante della via Appia, che collegava Benevento a Brindisi, munita di numerosi ponti e viadotti così che fosse percorribile anche d'inverno. Questa via, che dal nome dell’imperatore si chiamò Traiana, sostituì la vecchia strada e fu la vera Appia del periodo imperiale. I numerosi cippi miliarî che si trovano lungo la strada portano la data del 109 d. C., probabilmente l’anno della sua inaugurazione. Già in epoca longobarda la Via Traiana era parte della Via Francigena, che i pellegrini percorrevano diretti in Terra Santa passando per il santuario di san Michele Arcangelo sul Gargano. Durante le crociate la Via fu percorsa dagli eserciti che partivano per Gerusalemme e per tutto il medioevo fece parte del sistema delle grandi vie di comunicazione. I cavalieri Templari e Gerosolimitani garantivano la sicurezza dei viaggiatori lungo la Via Traiana e costruirono anche ricoveri, praticamente antenati dei moderni alberghi, in cui potersi fermare e riposare. La Via Traiana è tuttora percorribile ed è particolarmente suggestiva la sera, quando centinaia di luci ne accendono il percorso. Nonostante la posizione sul mare, agricoltura e commercio sono stati e sono i punti di forza dell’economia locale. Da alcuni anni, tuttavia, amministrazioni e privati hanno cominciato a guardare con interesse crescente alle risorse che possono essere liberate dal turismo. E così Polignano a Mare ha capito che doveva valorizzare il proprio patrimonio culturale, prestare attenzione al turismo e predisporre quanto può rendere piacevoli i soggiorni agli ospiti. Innanzitutto la ricettività: alberghi, bed and breakfast, case vacanza, alloggi e dimore di charme nella cornice di un paesaggio splendido, con offerte vacanze allettanti. La passeggiata al calar del sole per le viuzze del centro storico, gli scorci a picco sull’azzurro del mare, sono richiami di fascino alla scoperta del borgo antico. Un’estate a Polignano a Mare. Ottima scelta, se solo si pensa che le sue spiagge sono state premiate nel 2012 dalla Foundation for Environmental Education come fra le migliori in Italia e in Europa, non solo per la loro bellezza ma anche per la qualità delle acque. Qualità riconfermata nel 2013, per il sesto anno consecutivo, dall’attribuzione della Bandiera Blu. Ed ecco Cala Porto e Cala Paura, Porto Cavallo e Ponte dei Lapilli, San Giovanni, Porto Contessa e San Vito….piccole insenature di acqua cristallina che ben meritano il riconoscimento della Bandiera Blu. Di grande interesse naturalistico e paesaggistico le grotte, scavate nel tempo dall’erosione dell’acqua e del vento, accessibili direttamente dal mare; Lama Monachile, profonda insenatura subito a nord del centro storico, attraversata dal ponte voluto da Gioacchino Murat; l’Arco Marchesale; la Chiesa di Santa Maria Assunta e la Chiesa del Purgatorio; piazza Vittorio Emanuele o piazza dell’Orologio; la Casa del Drago; il Museo Pino Pascali inaugurato nel 2012: in questo ex mattatoio ottocentesco sul lungomare, che oggi accoglie il Museo Pino Pascali, sono raccolte opere di arte contemporanea. Le Grotte di Castellana, a quindici minuti di auto lungo la strada provinciale 120, valgono una gita: sono grotte che cominciarono a formarsi 90 milioni di anni fa, quando la Puglia era sommersa dal mare. A Polignano a Mare si arriva in mezz’ora d’auto da Bari, capoluogo di Puglia, seguendo per 38 chilometri la Statale 16. Sempre in mezz’ora si arriva da Bari se si decide per il treno: i vettori di Trenitalia assicurano collegamenti frequenti a tutte le ore del giorno. Le attività culturali, le offerte vacanze, si moltiplicano ormai in modo esponenziale d’estate. L’elenco delle manifestazioni è a disposizione presso l’ufficio del Settore Cultura del Comune (e-mail: settore.cultura@comune.polignanoamare.ba.it).

Polignano a Mare, la Via Traiana e i dintorni di Polignano